Documenti > CNPC e il petrolio iracheno

© copyright Roldano De Bastiani

Tra il 2008 e il 2009 la CNPC (China National Petroleum Corp.) e la Petronas compagnie di stato rispettivamente cinese e malese hanno partecipato - vincendole - alle gare per lo sfruttamento di pozzi petroliferi in Iraq.

Soltanto Iran e Iraq offrono accesso a ditte straniere e l'area mediorentale rimane sempre la più interessante per le riserve ancora intatte (oltre 111 miliardi di barili in Iraq, secondo le stime dell'Iraq Revenue Watch, http://www.iraqrevenuewatch.org).

La capacità estrattiva dell'Iraq è oggi di 2.4 milioni di BOPD (barili al giorno), ben sotto i 3.5 milioni di BOPD ai tempi di Saddam Hussein.

Le ultime tre significative acquisizioni da parte di CNPC sono state Rumaila nel sud del paese al confine con il Kuwait, in consorzio con British Petroleum, Halfaya nel sud al confine con l'Iran (questa in consorzio con Petronas e la francese Total) e infine Al-Ahdab.
Si stima che il solo giacimento di Rumaila, abbia una potenzialità di quasi 18 miliardi di barili di greggio.

Per il giacimento di Al-Ahdab, il governo iracheno ha chiesto e ottenuto la cancellazione dell'80% dei suoi debiti nei riguardi della Cina e investimenti per 3.7 miliardi di dollari.

L'approccio cinese non è diverso dal solito. La CNPC migliora costantemente la sua expertise attraverso partnership tecniche (BP e Total) ma dove può giocare le sue carte lo fa. Due sono in particolari le opzioni cinesi: (1) l'enorme cash-flow a disposizione (2) la ormai quasi totale autonomia tecnica delle sue squadre di perforazione. Per esempio a Al-Ahdab la CNPC porterà tutti i tecnici cinesi rimasti senza lavoro a causa del progressivo esaurimento di alcuni storici pozzi cinesi, tra i quali quello di Daqing nello Heilongjiang.

Questa cosa irrita, e comprensibilmente, non poco gli americani. «Noi diamo il sangue e loro (i cinesi) ne approfittano» - scrive il New York Times.
Ai tempi dell'amministrazione Bush si era tentato in ogni modo di ottenere le licenze di sfruttamento senza passare dalle aste. Ma il premier iracheno aveva addirittura tirato fuori dal cassetto vecchi contratti di estrazione assegnati da Saddam Hussein ai cinesi.

Particolarmente bruciante la sconfitta nell'asta Al-Ahdab concessa ai cinesi mentre parallelamente si svolgeva un negoziato per la creazione di una piattaforma di investimenti americani che avrebbe permesso a Exxon Mobil di diventare il principale operatore petrolifero in loco.
Il governo iracheno così sfrutta abilmente la (vera) rivalità USA - Cina sullo sfruttamento del petrolio, cavalcando i sentimenti anti-americani della popolazione.

E la CNPC dopo essere già da anni stabilmente in Sudan allarga sempre di più la sua sfera d'influenza.