Maonomics di Loretta Napoleoni (Ed. Rizzoli), la quale ci fa una domanda provocatoria. La caduta del muro di Berlino ha dato idealmente inizio alla globalizzazione. Se paragoniamo l'economia dei paesi occidentali e della Cina allora (oltre vent'anni fa) e oggi, chi sta meglio? Non sarà che il sistema cinese, che sbrigativamente viene etichettato come dittatura, in realtà funziona meglio di quella democrazia che vorremmo esportare?Un libro al giorno...
Della vastissima bibliografia cinese, posso ovviamente citare solo i libri che ho letto.
In questa pagina hanno ospitalità solo due tipi di testi: quelli che trattano di economia cinese, in rapporto anche all'Italia e quelli che trattano i cambiamenti della Cina visti dall'interno senza adattare la comprensione del fenomeno cinese alle nostre categorie.
Come? Non hai letto questi?
Maonomics di Loretta Napoleoni (Ed. Rizzoli), la quale ci fa una domanda provocatoria. La caduta del muro di Berlino ha dato idealmente inizio alla globalizzazione. Se paragoniamo l'economia dei paesi occidentali e della Cina allora (oltre vent'anni fa) e oggi, chi sta meglio? Non sarà che il sistema cinese, che sbrigativamente viene etichettato come dittatura, in realtà funziona meglio di quella democrazia che vorremmo esportare?
Frullati dalla Cina di James Kynge (Ed. Newton Compton). "Libro del 2007" secondo il Financial Times. La traduzione del titolo China Shakes the World rende l'idea di come sono stati redatti i nove capitoli del libro: una serie di aneddoti raccontati con discreta verve (qua e là affiora persino la comicità) e tuttavia con il rigore della scuola giornalistica anglosassone. Sottotitolo: L'ascesa di una nazione affamata.
Cina, viaggio nell'impero del futuro di Rob Gifford (Ed. Neri Pozza). Alla vigilia dell'abbandono della Cina, il corrispondente britannico Gifford compie l'ultimo viaggio di 4825 Km sulla route 312 da Shanghai al confine con il Kazakhstan. E' la Cina delle retrovie, della 小康 (moderata prosperità) dove emergono le contraddizioni del sogno cinese.
Chi ha paura della Cina di Francesco Sisci (Ed. Ponte alle Grazie). Se puoi leggere solo un libro sulla Cina allora leggi questo. Sisci è un "cinese" che spiega la Cina che sta cambiando il mondo agli italiani, senza alcuna indulgenza sulla "Italia che dorme". Per la profondità dell'analisi, Sisci può essere annoverato tra la ristretta schiera dei nuovi Terzani.
I cinesi non muoiono mai di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (Ed. Chiare lettere). "I cinesi sono davvero tanto diversi da noi? E se fossero semplicemente come noi eravamo prima che tutto cambiasse?" Normalmente si distingue tra cinesi della diaspora (hua qiao, 华侨) e cinesi della madrepatria e soprattutto si dipingono i cinesi come marziani. In questo libro di storie di cinesi d'Italia si riducono le distanze.Libri di economia, qualcuno ormai datato
The Chinese Economy di Barry Naughton (The MIT Press). Ogni tanto occorre mettere ordine, costruire tabelle, classificare. Se si vuole la summa eccola qui. Si tratta di un libro di testo di college universitario. La cosa divertente è che si può anche leggere qua e là in quanto ogni capitolo è monografico.
Oltre la Muraglia di Rita Fatiguso (Ed. Il Sole 24 Ore). Un reportage fatto sul campo dove tra gli altri si parla di YiWu, delle borse di Piquadro fabbricate a Zhongshan nel Guangdong, di contraffazione. Il tutto in un centinaio di pagine senza ombra del superfluo. Perciò è un libro molto utile per chi intenda fare business in Cina.
La sfida cinese di Claudio Dematté e Fabrizio Perretti (Ed. Laterza). Raccolta di brevi saggi ad iniziare con cinque articoli di Martin Wolf (noto per le sue posizioni radicali a favore della globalizzazione) pieni di cifre disarmanti. Anche qui siamo nel novero dei libri che spiegano il WHEN piuttosto che l'IF che è dato per scontato.
A volte producono di Romeo Orlandi e Giorgio Prodi (Ed. il Mulino). Dove si scopre che, nonostante la grancassa mediatica che accompagna la Cina, le imprese italiane in Cina sono meno di 1500, di cui una buona metà Uffici di rappresentanza. Le industrie manifatturiere italiane sono poche centinaia. Negli ultimi anni si è definitivamente imposta l'equazione Cina = mercato e NON manodopera a basso costo.
La Cina alla conquista del mondo di Maria Weber (Ed. Newton Compton). Approccio geopolitico che non rinuncia a partire dalle radici e dalla svolta che fu impressa da Deng Xiao Ping ("Arricchirsi è glorioso" - 致富光荣, zhi fu guang rong). Appendice finale sull'XI Piano quinquennale, ovvero la Cina alle prese con due gravi problemi: ambiente e squilibri sociali.
La Cina non è per tutti di Maria Weber (Ed. Olivares). Ecco le domande ineludibili! A quali condizioni è possibile affrontare l'avventura cinese? E' già tardi? La Cina - se non è per tutti - è per pochi o per molti? Nel libro consigli e strategie per vincere nel mercato più difficile del mondo.
Fare affari in Cina di Harold Chee e Christ West (Ed. ETAS) smonta alcuni luoghi comuni e miti, derivati da una visione colonialista. Tra i miti vi è la presunta occidentalizzazione della Cina. Molto ben descritta la diversità degli approcci occidentali e cinesi negli affari con i problemi che derivano e l'importanza dei "guan xi" (rete di amicizie) negli affari. Il retro di copertina recita: capire una cultura millenaria.
Il secolo della Cina di Oded Shenker (Ed. Il Sole 24 Ore) è per me il miglior libro scritto sulla ineluttabilità della crescita cinese. Dal momento che USA e Cina si contenderanno di qui a vent'anni la leadership economica del pianeta, molto spazio è dedicato ai confronti tra le due potenze.
La sfida di Erik Izraelewicz (Ed. Lindau). Sembra ben radicato il luogo comune che la Cina sia solo il paese della manodopera a basso costo. Ma la Cina sta puntando sempre di più sull'innovazione e presto occorrerà tenerne conto. Esiste per esempio il clichè che recita "Cina fabbrica e India software". Niente di più superficiale e fuorviante.
La Cina che arriva di vari autori coordinati da Giorgio Trentin (ed. Avagliano) è una raccolta di brevi saggi sul rapporto Cina-Italia, inclusi i problemi dell'immigrazione e della criminalità. Parlando di Italia viene messo in luce tutto il ritardo con cui ci stiamo muovendo e i motivi per cui il mercato cinese non si adatta ai sogni italiani.
L'economia cinese di Françoise Lemoine (Ed. Il Mulino), un saggio molto breve che azzarda un pronostico sull'economia della Cina di qui al 2020, data che sembra quella fatidica del sorpasso nei confronti degli USA in termini di Prodotto Interno Lordo calcolato secondo l'indice PPP (Purchasing Power Parity).Instant books
Il secolo cinese di Federico Rampini (Ed. Mondadori) è un best seller. Mette in evidenza il passato cinese per capire il presente. Scrive di storie e persone. Questo è un limite. Una serie di aneddoti, pur di penna raffinata, non sono economia, né riflessione culturale.
Perché non avere paura della Cina? di Sandro Bicocchi (Ed. ETAS) presenta vari punti di vista sul concetto di aggressività commerciale che secondo l'autore dovrebbero avere le aziende italiane per avere successo in Cina. Bicocchi rilancia il modello dei distretti italiani come valore e non come palla al piede delle piccole medie imprese.